L'opera "La Ninfa Scilla" trasforma il mito della creatura marina in un simbolo delle tragedie contemporanee del Mediterraneo, raffigurando Scilla con il volto composto dalle sue vittime. Progettata per essere realizzata in cristallo e acciaio lucido, la scultura sfrutta l'interazione con la luce per ammorbidire l'orrore, mostrando la bellezza e la tragedia in un unico e intenso abbraccio, e fungendo da profondo invito a non dimenticare le infinite storie umane di cui l'acqua è testimone."
Con un approccio minimalista, l'opera si focalizza sulla sagoma di Cristo e dello Spirito Santo per restituire il mistero fondamentale. Questo gesto universale di rinascita viene collegato sia a chi attraversa gli oceani (migranti) sia ai pellegrini di Santiago. L'uso di vetro inciso e acciaio è progettato per disegnare un'icona potente e minimalista che esprime la profonda spiritualità legata all'acqua.
L'opera si propone come una sintesi visiva tra precisione scientifica e bellezza estetica, pensiero e forma. È rivolta in particolare a stimolare la curiosità e l'interesse per la conoscenza, invitando l'osservatore, soprattutto i più giovani, a guardare oltre la superficie delle cose.
La scultura invita a contemplare l'acqua non solo come elemento terrestre, ma come una chiave per comprendere l'universo e il posto dell'uomo in esso, creando un ponte tra il pensiero scientifico e quello filosofico.